
La vera duchessa di Piacenza. Moglie di Ottavio Farnese fu lei a volere e promuovere la costruzione del Palazzo Farnese e a seguire personalmente il progetto. Il suo legame diretto con Piacenza è poi attestato dal fatto che nel suo testamento manifestò il desiderio di essere sepolta nella chiesa di San Sisto di Piacenza, segno di un legame non soltanto politico ma anche personale con la città.
Figlia d’un fugace amore dell’Imperatore Carlo V che comunque se ne fece carico fu istruita nel leggere e nello scrivere e introdotta alla musica e alla danza. Pedina delle alleanze politiche di Carlo V già a 9 anni venne fidanzata con il nipote del papa Alessandro de’ Medici (il famoso ‘Duca Moro’ di Firenze) per diventarne sposa a 14 anni nel 1536. Ma il matrimonio durò poco: nel gennaio 1537 Alessandro fu assassinato dal cugino Lorenzino de’ Medici. Margherita si ritrovò dunque vedova a soli quindici anni.
Nel 1538 papa Paolo III volle legare la propria famiglia agli Asburgo e chiese per il nipote Ottavio Farnese la mano della giovane vedova. Lei, come evidenziato in corso della conferenza dedicata dalla studiosa Cristina Mezzadri, non si sente pronta al nuovo matrimonio.
Del resto:
- era già stata duchessa di Firenze;
- si considerava di rango molto elevato, in quanto figlia dell’imperatore;
- giudicava Ottavio poco importante rispetto alle sue ambizioni;
- non lo amava;
- e soprattutto lo riteneva troppo giovane e immaturo.

Ma con minacce e ricatti viene costretta. La sua negatività potremmo definirla totale come rappresentata dal fatto che alla cerimonia si presenta vestita di nero e secondo i pettegolezzi dell’epoca nessuno le ha sentito pronunciare il fatidico “si”! Oltretutto Ottavio è più giovane di lei, ha solo 13 anni e ai suoi occhi non è altro che un bambino immaturo.
Quindi Margherita si rifugia a Roma, si rinchiude a Palazzo Medici rinominato in suo onore Palazzo Madama (oggi sede del Senato) e si rifiuta di consumare il matrimonio con Ottavio. Solo dopo diverso tempo deciderà, grazie al coraggio dimostrato dal marito durante le lotte per ottenere la riconquista del Ducato, di assolvere ai doveri coniugali e finalmente nel 1545 darà alla luce i due gemelli Carlo e Alessandro garantendo così la continuità della dinastia.
Per inciso tra gli accordi per la riconsegna ai Farnese del Ducato vi era l clausola di porre sotto tutela imperiale il primogenito erede del titolo e nel 1556 Margherita in persona accompagnò l’undicenne Alessandro a Bruzelles alla corte di Filippo II.
In ultima analisi la loro probabilmente non fu mai una grande storia d’amore. Tuttavia fu una coppia politicamente efficace. Entrambi erano intelligenti e capaci di governare. Quando Ottavio conquistò definitivamente il proprio ruolo di duca, Margherita cominciò a guardarlo con maggior rispetto. Ma continuarono spesso a vivere separati per lunghi periodi, soprattutto quando lei fu governatrice dei Paesi Bassi.

In sintesi, Margherita d’Austria fu probabilmente la donna che più di ogni altra legò il proprio destino a quello della Piacenza farnesiana: promotrice del Palazzo Farnese, legata spiritualmente a San Sisto e madre di Alessandro Farnese, il grande condottiero (celebrato nella statua equestre di Piazza Cavalli) che lei educò seguendone la formazione, trasmettendogli parte dell’eredità politica e culturale degli Asburgo e infine contribuendo a inserirlo nelle grandi reti diplomatiche europee. In altre parole, il suo ruolo non fu soltanto materno ma anche politico.
Concludendo un commento sul ruolo delle due donne di Casa Farnese che abbiamo incontrato e approfondito durante la visita promossa da Cral Usl e Malena Snc il 30 maggio al Museo Civico piacentino: se Giulia Farnese può essere vista come la donna che rese possibile l’ascesa della famiglia a Roma, Margherita d’Austria può essere vista come la donna che contribuì a radicarne la grandezza politica a Piacenza. Sono due figure molto diverse, ma entrambe decisive nella lunga parabola dei Farnese.
( 3 – Continua )
Claudio Arzani (Ar.C.)


