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Visita al Museo Civico di Palazzo Farnese. 1^ parte – I Fasti Farnesiani (Iniziativa Cral USL e Malena Snc, 30 maggio 2026)

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Dopo la visita al Museo Archeologico a Palazzo Farnese con protagonista il fegato etrusco e il ruolo della magia e della divinazione al tempo degli etruschi prima e di Roma poi, protagonista della seconda iniziativa il 30 maggio il Museo Civico con i Fasti Farnesiani e soprattutto il focus sulle donne dei Farnese. Un ciclo di iniziative museali a Palazzo Farnese organizzata dal Circolo Recreativo USL di concerto con Malena Snc.

Concilio

Nella prima parte della visita nei locali del Museo con la guida di Giovanni si è ripercorsa la storia della città tra Cinquecento e Settecento caratterizzata dalla presenza dei Casa Farnese. Tutto ebbe inizio nel 1545, quando papa Paolo III creò il Ducato di Parma e Piacenza per “sistemare” il figlio Pier Luigi (all’epoca il fatto che un Papa avesse un figlio non era certo motivo di scandalo). Piacenza divenne inizialmente capitale del nuovo Stato e sede della corte ducale.

Pier Luigi Farnese, non certo uno stinco di santo, cercò di rafforzare il proprio potere costruendo una grande cittadella fortificata (mai conclusa) e limitando l’autonomia della nobiltà locale. Questo provocò forti tensioni con alcune famiglie piacentine e con l’impero di Carlo V. Nel 1547 il duca fu assassinato in una congiura organizzata da nobili locali: il suo corpo venne gettato nel fossato del palazzo ducale. Grazie all’appoggio del Gonzaga la città fu annessa allo Stato di Milano sotto l’autorità dell’imperatore Carlo V.

Il figlio secondo genito di Pier Luigi, Ottavio Farnese riuscì a recuperare Piacenza nel 1556 anche grazie al matrimonio con Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore Carlo V. Un’unione che si rivelò decisiva sul piano diplomatico per garantire la sopravvivenza del ducato nelle mani dei Farnese. Fermo restando che Ottavio preferì Parma come centro principale del ducato, ridimensionando il ruolo politico della città emiliana pur mantenendola fondamentale dal punto di vista militare e amministrativo.

Cristo redentore

Nel periodo successivo governarono altri esponenti maschi della dinastia:

  • Alessandro Farnese, grande comandante militare del tardo Rinascimento, celebre per le campagne nelle Fiandre e per la partecipazione a Lepanto;
  • Ranuccio I Farnese, che consolidò il potere assoluto reprimendo duramente la nobiltà;
  • Odoardo Farnese;
  • Ranuccio II Farnese;
  • Francesco Farnese;
  • infine Antonio Farnese, morto senza eredi nel 1731, evento che segnò l’estinzione della linea maschile Farnese.

I Farnese lasciarono a Piacenza importanti tracce urbanistiche e artistiche. Tra le più celebri vi sono il Palazzo Farnese, nato come grande residenza ducale incompiuta, e la Cittadella farnesiana, simboli del progetto politico della dinastia. La città assunse così un volto rinascimentale e barocco che ancora oggi ne conserva l’impronta.

In sintesi, i Farnese trasformarono Piacenza da città periferica dello Stato pontificio a centro di un ducato autonomo. La loro presenza fu segnata insieme da splendore artistico, ambizioni dinastiche, tensioni politiche e violenze di potere: una vicenda quasi da tragedia rinascimentale, con armature, congiure e palazzi che ancora sembrano trattenere l’eco dei loro passi.

( 1 – Continua )


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