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Loredana Mosti ai “mercoledì coi grilli per la testa” in Libreria Internazionale Romagnosi con “Attraverso”, ovvero quel cammino tra due secoli che ha accompagnato i cambiamenti del nostro BelPaese tra gli anni ’50 e i primi anni del 2000. In dialogo con Claudio Arzani giornalista e scrittore

Loredana Mosti, già insegnante nel nostro liceo, nel 2023 ha pubblicato con Eredi Gutenberg il suo primo libro raccontando le “Storie minime” vissute nella Piacenza popolaresca a partire dagli anni cinquanta e tutto doveva finire lì. Se non fosse stato per quell’amica che, leggendo il libro, ha osservato che “nulla viene detto di quando andavamo a catechismo”. Già, perché in quegli anni, come ricorda, “tutti andavamo a catechismo, quella era la nostra cultura: Peppone fa battezzare il figlio, la moglie lo pretende”. Dunque occorreva riprendere la penna in mano e l’occasione buona è arrivata col compimento degli 80 anni, “tanti quanti l’età della Repubblica”. Ed ecco quello che lei chiama un bigino (sono 70 pagine) di ricordi che mercoledì 4 marzo viene presentato alla rassegna letteraria “i mercoledì coi grilli per la testa”. Una necessità di ripercorrere i ricordi del vissuto “perché troppo spesso abbiamo la memoria di un pesce rosso”. Così è nato questo excursus che ripercorre la storia del nostro BelPaese a partire dagli anni della ricostruzione e via via fino al cambio di secolo. Innanzitutto con le problematiche legate alla migrazione dal Sud verso il triangolo industriale Torino-Milano-Genova, la stagione delle grandi riforme, dal diritto di famiglia alla scuola, la legge sul divorzio e – dopo la stagione delle ‘mammane’ – sull’aborto, i referendum, la rivoluzione studentesca e le lotte operaie che portano allo Statuto dei Lavoratori. 

“Vicende che ‘la vecchietta’ ha vissuto in prima persona”, sottolinea sorridendo Loredana ricordando l’occupazione della Cattolica di Milano nel ’67 dove peraltro studiava Mario Capanna mentre poco distante c’era la caserma dei celerini, “coi quali scambiavamo storie: ci raccontavano che venivano tenuti 3 giorni in caserma a stecchetto affinchè fossero più determinati, più cattivi”. In questo senso ricorda di quando negli anni ’70 a Piacenza il marito si è trovato nei pressi di un corteo di protesta proprio nel momento in cui i celerini hanno attaccato con i manganelli in mano costringendolo a rifugiarsi in un portone. A seguire il ricordo dell’anno della sua laurea – il ’69 – che è stato anche l’anno di piazza Fontana “dove per motivi di studio passavo regolarmente: pensare ancora oggi ai posti dove sono stata, fa paura!”. Poi i tempi del rapimento e dell’omicidio di Aldo Moro, Borsellino, l’Italicus e commenta “fanno ridere questi che oggi parlano di terrorismo, non sanno com’erano quegli anni, non se lo ricordano”. Ma ancora, sono arrivati i giorni di Chernobyl, l’arrivo della nube radioattiva con i bambini colti all’aria aperta (era tempo di comunioni) e i giorni successivi fino al referendum vissuto con lo slogan ‘ridateci l’insalata’.

Ed ecco gli anni ottanta, il tempo dell’edonismo, dei costumi che cambiavano, “dalle gambe fasciate le ragazze sono passate a quelle sgambate”, l’avvento delle Tv commerciali, di Drive In e del cane ‘Has Fidanken’, l’emergente imprenditore Silvio Berlusconi fino all’esplodere, negli anni ’90, della questione morale, le monetine lanciate a Bettino Craxi, il suo “così fan tutti” in Parlamento e quello che non si sa se definirlo il suo esilio, ritiro volontario o fuga. Ma non solo Craxi: si dissolvono i partiti tradizionali a partire dal Partito Socialista cancellando 100 anni di storia, Berlusconi si affaccia alla politica mentre Bossi con la Lega Nord urla lo slogan “Roma ladrona”. A tutto questo s’aggiunge la dissoluzione della Yugoslavia di Tito, l’arrivo della prima nave carica di albanesi in fuga dal loro paese, il bombardamento di Baghdad con l’Italia che nonostante la Costituzione di fatto partecipa alla guerra, gli attentati riconducibili alla Mafia e l’arresto di Totò Riina, la caduta del muro di Berlino e, con l’arrivo del nuovo millennio dopo le paure legate al Millennium bug per fortuna rivelatesi eccessive, ecco. la trappola dell’Euro: uno vale uno, lo slogan. 1.000 lire? 1 euro, cioè quasi il doppio della conversione reale (0,52). Un cappio omicida per gli stipendi dei lavoratori in particolare i dipendenti: un milione e mezzo di lire in busta paga? Corrisponde a 775 euro mentre i prezzi volano complessivamente a 1.500 euro. Una pizza che costava 7.000 lire automaticamente passa a 7,00 euro cioè in moneta del vecchio conio 14.000 lire con buona pace di chi, dopo averci condotti in quell’Europa e nella sua moneta, doveva vigilare.

E a questo punto? “Abbiamo attraversato anni che ci hanno trasformati, rileggendo il mio libro mi sono spaventata, ma come abbiamo fatto a passare attraverso?”. Già, eppure eccoci qui ed occorre il coraggio di rileggere, riflettere, rivivere, riprendersi dopo gli errori commessi e andare avanti con un obiettivo ben rappresentato dal libro di Loredana: “raccontare il nostro vissuto ai giovani di oggi – che a scuola dei nostri anni ben poco sentono parlare e sicuramente non studiano – per insieme capire dove si vuole andare”.

Una sfida che alla rassegna letteraria dei “mercoledì coi grilli per la testa” il prossimo 4 marzo alla libreria Romagnosi sarà colta da Claudio Arzani, giornalista e scrittore, che a sua volta buona parte di quegli anni ha vissuto, ‘attraversato’ a sua volta direttamente e intensamente e quindi annunciando un confronto di fatto condiviso – sia pure in modo, tempi e luoghi diversi – con l’autrice del libro Loredana Mosti.

Loredana Mosti, docente di Lettere in pensione

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